Niente ketchup sulla pastasciutta, né cappuccino a pranzo. I foodies americani prediligono lenticchie di Castelluccio e olio extravergine dop. Lidia Bastianich, ospite a Spoleto del Festival dei Due Mondi, fa piazza pulita dei luoghi comuni sui pessimi gusti degli abitanti d'Oltreoceano a cena: chi frequenta l'alta ristorazione a stelle e strisce è preparato, esigente e fine conoscitore delle tipicità italiane. Si scopre così che la nostra è la cucina etnica "numero uno" negli Stati Uniti e che i grandi cuochi, anche e soprattutto non italiani, preferiscono utilizzare ingredienti originali made in Italy per qualunque preparazione. Una passione che supportano con frequenti "mistici" pellegrinaggi nelle terre vocate del parmigiano reggiano, della norcineria umbra, del crudo dop e del balsamico igp. Un'occasione per dare impulso all'export che però poche aziende ancora hanno saputo cogliere mediante mirate operazioni di marketing. Chi c'è riuscito, però, ha visto triplicare le vendite. Perché gli americani non hanno paura di spendere per prodotti di valore. Abbiamo chiesto quindi all'ambasciatrice del made in Italy gastronomico di spiegarci mode e tendenze dell'alta ristorazione Usa e di svelare i segreti per avere successo al di là dell'Atlantico. E lei di ristoranti se ne intende: ne possiede ben 27, compresa la fortunata unione con Eataly.