Sta per materializzarsi un legame simbolico tra la piu' antica Repubblica del mondo e la piu' antica dinastia imperiale. L'una rivendica di essere il piu' risalente stato sovrano (e repubblica costituzionale) oggi esistente , come erede della comunita' monastica fondata nel 301 da Marino di Arbe. L'altra vanta una genealogia senza soluzione di continuita' da 2.674 anni, ossia da quando iniziò a regnare sulla terra il mitico Jimmu Tenno, diretto discendente della dea del Sole, Amaterasu (qui lo shinto è decisamente femminista, negando al Sole la consueta connotazione maschile della divinità): Akihito ne sarebbe il 124esimo successore. Il 22 giugno sara' inaugurato alla base del Monte Titano il primo tempio shintoista in Europa, in localita' Serravalle, tra uliveti, filari di uva e alcune piante di fiori di ciliegio donate dal sindaco di Yamanashi. Non si tratta di una iniziativa dettata da un particolare zelo religioso: lo shinto tende a escludere il proselitismo (va da se' che anche per questo i rapporti con il Vaticano sono molto buoni, tanto piu' che il padre dell'attuale imperatore ha rinunciato allo status di divinita') . "Il progetto e' nato sulla scia della tragedia dello tsunami del marzo 2011: l'associazione di amicizia nippo-sanmarinese e alcuni sanmarinesi hanno anzitutto pensato a realizzare qualcosa di fisico, di concreto, in memoria delle vittime, tra cui 1.100 bambini, e a testimonianza delle correnti di simpatia tra i due Paesi", spiega l'ambasciatore in Giappone, Manlio Cadelo, che spera nell'arrivo del vescovo all'inaugurazione ("Questo tempio non vuole convertire nessuno: e' un monumento in onore delle vittime di una tragedia terribile e un segno di amicizia, rispetto e solidarieta' tra popoli e culture"). Il dubbio e' che ci sia anche un certo interesse di tipo economico: che sia, insomma, anche una sorta di spot turistico in grado di attirare un maggior numero di visitatori giapponesi, che arrivano gia' in un numero di circa 100mila l'anno ma alla "mordi e fuggi" (mezza giornata e qualche acquisto duty-free). In questo senso, male non fara' di certo, anche all'Italia.