Il 14 luglio è festa. Bastiglia? No: in Giappone si celebra l'amicizia con gli Stati Uniti, a commemorazione del primo incontro tra i due popoli. Il 14 luglio di 161 anni fa il Commodoro Matthew Perry, comandante della squadra navale delle Indie/FarEast, mise piede sulla spiaggia di Kurihama (circa 80 km a sud di Tokyo) per consegnare alle autorità giapponesi una lettera del president Fillmore che chiedeva l'apertura di relazioni commerciali. In pratica, costrinse con la minaccia di guerra il Giappone ad aprirsi al mondo dopo quasi due secoli e mezzo di isolamento. A Kurihama c'è un monumento che commemora lo sbarco. Quello che può definirsi come il successore diretto di Perry ha presenziato alla cerimonia commemorativa di quest'anno: il vice ammiraglio Robert Thomas, comandante della Settima Flotta, affiancato dal comandante della base navale di Yokosuka, (unica sede permanente estera di una portaerei a propulsione nucleare della Us Navy). Kurihama fa parte del comune di Yokosuka: sembra una ironia della storia che la proiezione americana sull'Asia sia iniziata e continui a essere focalizzata nello stesso luogo (la penisola di Miura). Kurihama celebra Perry con un "matsuri" (festival popolare): il Commodoro è diventato un simbolo di amicizia. C'è il viale Perry e anche il museo Perry, si vendono bibite gassate Perry e confezioni di curry Perry.. La rappresentante dell'Ambasciatrice Usa Caroline Kennedy ha sottolineato che i giapponesi di metà 800 che ebbero a che fare con Perry furono dei "visionari che compresero come il Paese dovesse cambiare per crescere e prosperare". Un elemento di attualità, visto che gli Usa stanno anche oggi cercando di cambiare il Giappone per la terza volta (la seconda fu con l'occupazione militare post-bellica di MacArthur e la democratizzazione del Paese). La terza apertura al mondo del Sol levante dovrebbe avvenire con la grande "deregulation" del mercato interno promessa dall'Abenomics, che sarà agevolata dalla Trans-Pacific Partnership, l'accordo di libero scambio in gestazione tra 12 Paesi incentrato sugli Usa. Più controverso è un secondo aspetto della nuova apertura del Giappone: gli Usa appoggiano un ruolo più attivo di Tokyo anche sul piano militare e hanno accolto con favore la recente modifica di interpretazione costituzionale che consentirà alle Forze di Autodifesa nipponica la cosiddetta "difesa collettiva"